aurora

La mia attività di vicepresidente de La Via del Sale ONLUS, l’associazione che fornisce abitazioni provvisorie alle famiglie colpite dal sisma, mi ha portato ad avere esperienza diretta della lentezza dei soccorsi ufficiali e, di conseguenza, a riflettere sopra la necessità di una “legge sui disastri naturali”.

Cosa intendo per “legge sui disastri naturali”?

Intendo una legge organica che, in caso di disastri naturali, consenta di ristabilire condizioni di vita dignitose per gli sfollati nella maniera più veloce possibile. (Dunque una legge sui disastri naturali non tratta temi di prevenzione e di ricostruzione; temi comunque fondamentali che andrebbero sviluppati parallelamente).

C’è bisogno di una legge sui disastri naturali?

La gestione dell’emergenza causata dal terremoto del Centro Italia del 2016 ha dimostrato (e continua a dimostrare) ampiamente la necessità di una legge che organizzi e coordini gli interventi di soccorso a seguito di un disastro naturale. Nel momento in cui scrivo, a sette mesi di distanza dal primo evento sismico, ad Amatrice sono state consegnate soltanto 25 casette di legno su oltre 500 richieste. In tutto il cratere del sisma, sono state consegnate meno del 5% delle casette. Dove hanno trascorso gli sfollati questi sette mesi? In linea di principio, coloro i quali non avevano una motivazione oggettiva per restare sul territorio (ad esempio il lavoro) avrebbero dovuto trasferirsi altrove; gli altri avrebbero dovuto vivere in moduli abitativi provvisori forniti dallo stato. Purtroppo, i moduli abitativi provvisori sono arrivati con enorme ritardo o addirittura per niente. Di conseguenza, migliaia di famiglie si sono trovate a vivere per mesi in condizioni di disagio assoluto (roulotte, baracche di lamiera, o, per i più fortunati, moduli abitativi forniti illegalmente da associazioni). A distanza di sette mesi dal sisma, noi siamo a conoscenza di bambini autistici che dormono in roulotte, bambini epilettici che dormono in baracche di lamiera costruite dai propri genitori, e di moltissime altre situazioni estremamente delicate (video qui e qui). 

Per cui, sì, c’è bisogno di una legge organica che organizzi la fase di emergenza. Così che gli scempi che abbiamo visto durante questa emergenza non si ripetano mai più. E, sì, bisogna cominciare a parlarne ora, finché siamo ancora in emergenza. Altrimenti si rischia di far cadere tutto nel dimenticatoio (come purtroppo spesso accade in Italia).

Problematiche attuali

Perché tutti questi ritardi? Ovviamente non è questione di soldi, o perlomeno, non solo. I maggiori limiti sono tecnici:

a) Trovare moduli abitativi o costruirli, in fase di emergenza, è estremamente lento e costoso, vista l’enorme richiesta. E il tentativo di abbattere i costi genera ulteriori rallentamenti.

b) Portare fisicamente i moduli abitativi in territori così impervi è proibitivo, ed in molti casi letteralmente impossibile. Ho esperienza diretta di famiglie alle quali non abbiamo potuto portare un modulo abitativo provvisorio perché impossibili da raggiungere coi camion.

Una osservazione intermedia

Le problematiche appena descritte non sono specifiche di questa particolare emergenza o, più in generale, dei terremoti. Ogni disastro naturale è destinato a lasciare molti dei sopravvissuti senza abitazione e richiede quindi un piano per garantire una residenza temporanea, ma decorosa, per tutti.

Una proposta di legge

Vista la lentezza, la difficoltà e il costo del portare moduli abitativi in zone spesso impervie a seguito di un evento catastrofico, e visto che impensabile mettere in sicurezza tutta Italia nel breve termine, l’unica soluzione sembra essere quella di costruire, in tempo “di pace”, rifugi anti-disastro “in loco”, di grandezza proporzionale alla densità di abitanti della relativa area di competenza, in cui gli sfollati possano trascorrere in maniera dignitosa il tempo necessario al ristabilimento delle condizioni precedenti al disastro. Tali rifugi devono garantire un minimo spazio vitale a persona, essere privi di barriere architettoniche, sicuri dal punto di vista idro-geologico, eccetera. Chiaramente c’è da studiare la maniera più efficiente per realizzare tali centri e per usarli in “tempo di pace” in maniera tale che non cadano in disuso e, allo stesso tempo, siano immediatamente disponibili in caso di necessità.

 Conseguenze positive di una tale legge

Oltre ad avere conseguenze positive dirette sugli sfollati, una tale legge avrebbe anche conseguenze positive per lo Stato e per l’economia del territorio colpito dal disastro. Specificatamente, una tale legge permettere di risparmiare fondi statali e di contribuire alla rivalutazione del tessuto socio-economico delle zone colpite dal disastro.

Rivalutazione dell’economia del territorio

A differenza di un intervento globale, come quello in atto nel Centro Italia, per il quale si richiede la costruzione di migliaia di container abitativi, che è alla portata soltanto delle grandi società, la presente proposta di legge, essendo basata su interventi locali e capillari, permetterebbe di far lavorare le aziende del territorio (si tenga conto che molti dei paesi ad alto rischio idro-geologico sono paesi che sono anche depressi dal punto di vista economico, per cui l’applicazione di una tale legge consentirebbe di ravvivare l’economia di questi territori).

Ricostruzione del tessuto sociale

Una delle conseguenze peggiori dei disastri naturali è il senso di frattura interiore, di discontinuità con la vita precedente, e quindi il senso di isolamento provato dagli sfollati. La creazione di rifugi sicuri in cui essi possano passare del tempo insieme, gioverebbe alla rimarginazione di queste fratture interiori e alla ricostruzione della comunità.

Risparmio di fondi statali

Costruire le aree in “tempo di pace” significa risparmiare. A parità di intervento, infatti, la realizzazione in fase di emergenza è più cara della realizzazione in tempo di pace, per il semplice motivo che il tempo a disposizione favorisce la competizione fra società, la quale fa scendere i prezzi.

 

 

Ringraziamenti

Un ringraziamento speciale va a Massimiliano Cochi, giornalista di TV2000, il quale per primo mi fece riflettere sopra la necessità di una legge sui disastri naturali. Ovviamene la colpa di eventuali sviste nella presente proposta è solamente mia.

Foto copertina

Scattata a Castiglione (Montereale) dove a tutt’oggi (24 Marzo 2017) una bambina di 14 anni affetta da sindrome di DiGeorge dorme in roulotte.

Foto facebook

Scattata a Sala (Leonessa) dove a tutt’oggi (24 Marzo 2017) una bambina di 5 anni affetta da epilessia dorme in una baracca di lamiera.

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